IL KAMAL E LE SUE 16 DITA



Utilizzare parti del corpo umano per definire le dimensioni di qualcosa è una pratica antichissima e molto utile quando non si hanno a disposizione strumenti di misura precisi. Vengono utilizzate parti del corpo per definire due dita di liquido, una spanna di altezza, un palmo di distanza e via dicendo. Il sistema di misura anglosassone utilizza comunemente questo antico metodo standardizzato in pollici - 2,5 centimetri, piedi 30 centimetri, ecc.


Gli antichi esploratori dei mari e dei deserti avevano come unico punto di riferimento nel seguire le proprie rotte la posizione delle stelle nel cielo notturno. Per misurare la distanza tra l’orizzonte e la stella Polare e stabilire a quale latitudine si trovavano usavano le dita e la lunghezza delle loro braccia. Purtroppo il livello di approssimazione accettabile nella definizione delle coordinate geografiche e della rotta da seguire è minimo e ben presto si rese necessario stabilire una misura standard che potesse essere utilizzata da chiunque con lo stesso risultato.


Venne pertanto inventato il kamal, in arabo la guida. Si tratta di una semplicissima tavoletta di legno di circa 4x2 pollici (10x5 centimetri) con una cordicella attaccata al centro. Il cordino era diviso in unità chiamate isba (dito in arabo), una misura basata sulla larghezza di un dito, corrispondente a 1 grado e 36 minuti. Sul cordino venivano fatti dei nodi che corrispondevano alla distanza tra l’orizzonte e la stella polare alle latitudini dei porti che si trovavano sulle loro rotte abituali. Il navigatore teneva un certo nodo del cordino tra i denti ad e metteva la tavoletta all'altezza dell'occhio, allineando il bordo inferiore della tavoletta con l'orizzonte e quello superiore con la stella polare poteva stabilire la latitudine a cui si trovava.


Un kamal aveva sul cordino segni da 1 a 16 isba per misurare le distanze nord-sud, mentre le distanze est-ovest erano misurate nel tempo di combustione di un comune bastoncino d'incenso.


Le coste arabe sono molto irregolari ed i fondali bassi non permettono di navigare troppo vicino alla terraferma. Per raggiungere la loro destinazione basandosi solamente sulla posizione delle stelle i navigatori tenevano con i denti il nodo del cordino corrispondente al porto di destinazione e giravano solo quando i due bordi della tavoletta erano allineati con l'orizzonte e la stella polare.


Il Kamal è stato uno strumento fondamentale per la navigazione nell'Oceano Indiano. Venne mostrato per la prima volta a Vasco da Gama nel 1498 dal grande navigatore arabo Ahmad ibn Majid al-Najdi quando, dopo il passaggio oltre il capo di buona speranza, la flotta portoghese si ritrovò in acque sconosciute e di difficile navigazione.


Vasco da Gama riportò il kamal, chiamato tábuas- da- índia, in Portogallo al suo rientro dal viaggio che mise in comunicazione l’Oceano Atlantico con quello Indiano. Da allora venne utilizzato con successo in molti viaggi, tra i quali il famoso viaggio atlantico del navigatore Pedro Álvares Cabral.


Nel 1943 il Portogallo ha emesso un francobollo dedicato al kamal, celebrando una tavoletta di legno da 4 pollici per due che ha cambiato la storia del mondo.


Un kamal, insieme ad altri strumenti, è esposto nella interessante sala marittima del Museo dell'Incenso di Salalah. In questo piccolo museo si possono ammirare i modelli delle imbarcazioni storiche dell’Oceano Indiano impiegate per il commercio fin dal III millennio avanti Cristo.

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